no fotoCaterina Naim

Salve Regina

 

 

E’ una della quattro antifone mariane: Salve Regina, Regina Coeli, Ave Regina Coelorum e Alma Redemptores Mater.
La preghiera della Salve Regina secondo i documenti ufficiali risale al secolo XI e viene attribuita al monaco benedettino Ermanno vissuto in un monastero sul lago di Costanza; altre tesi la riconducono a S. Anselmo o ad altri autori; la forma attuale è stata formalizzata definitivamente presso l’Abbazia di Cluny nel XII, abbazia benedettina della Borgogna in Francia.
La diffusione di questa preghiera è ad opera dell’Ordine Domenicano, a S. Domenico di Guzman, nel 1221 che l’ha introdotta nella preghiera della Compieta a fine giornata e, nella forma cantata, nelle processioni. Si diffuse, in seguito anche nei monasteri dei diversi ordini religiosi quali i Cistercensi, i Certosini e i Carmelitani.
Il testo è molto significativo in quanto contiene moltissime allusioni circa le condizioni degli uomini, la funzione di Maria nella salvezza dell’umanità e la speranza della vita eterna.

SALVE
Anche questa preghiera, come l’Ave Maria, inizia con un saluto ma, in questa, Maria è salutata con il titolo di Regina. “un segno grandioso apparve nel cielo. Una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo una corona di dodici stelle”
(Apoc.12,1).
 E’facile immaginare e pensare Maria quale Regina, Maria è sempre stata invocata  come madre di Gesù, Madre del Re dei Re.  In un discorso, in occasione della festa della Beata Vergine Maria Regina (22 agosto), del papa Emerito Benedetto XVI  leggiamo  “Maria è regina più che ogni altra creatura per l’ elevazione della sua anima e per l’eccellenza dei doni ricevuti. Maria è Regina perché associata in modo unico al suo Figlio,sia nel cammino terreno sia nella gloria del Cielo. La regalità di Maria deriva dalla sua maternità; Ella è Madre del Signore, del Re dei Re (Is 9,1-6) La regalità di Cristo è intessuta di umiltà, di servizio, di amore è soprattutto servire, aiutare, amare. Ricordiamoci che Gesù è stato proclamato re sulla croce, in quel momento egli è re soffrendo per noi, amando fino in fondo. La regalità di Gesù non ha niente a che fare con la regalità terrena e lo stesso vale per Maria: è regina nel servizio a Dio nell’umanità, è regina dell’amore che vive il dono di sé a Dio per entrare nel disegno della salvezza dell’uomo. E come esercita Maria questa regalità di servizio e di amore ? Vegliando su di noi, Suoi figli: i figli che si rivolgono a Lei nella preghiera per ringraziarla o per chiedere la sua materna protezione e il suo celeste aiuto. Maria è invocata da secoli quale celeste Regina dei cieli e nelle litanie lauretane, per ben otto volte è implorata quale regina: degli Angeli, dei Patriarchi,dei Profeti,degli Apostoli, dei Martiri, dei Confessori,  di tutti i santi e delle Famiglie. Il titolo di Regina è quindi titolo di fiducia, di gioia, di amore”.

MADRE DI MISERICORDIA
Dopo averla invocata come regina, la invochiamo come madre di misericordia. Maria è madre di Dio e Dio è ” Misericordia Infinita” e ha mandato il suo Figlio per rivelarlo a tutto il mondo, a tutti gli uomini. Maria è quindi la “Madre di misericordia”; ha il cuore segnato dalla compassione per i suoi figli e vuole che tutti i suoi figli partecipino alla gloria che avvolge il suo Figlio. Maria ha sperimentato l’amore misericordioso di Dio che ha trovato in Lei il luogo santo per incarnarsi e nel suo Magnificat canta  “grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente e Santo è il suo nome, di generazione in generazione la sua misericordia si estende..” (Lc 1, 49-50)
Giovanni Paolo II nella” Dives in misericordia” scrive: “Il nome della misericordia è Gesù.”
E ancora in Luca 6,36-38 “siate misericordiosi, come il Padre vostro  è misericordioso, non giudicate e non sarete giudicati, non condannate e non sarete condannati, perdonate e sarete perdonati”. E’ questa la grazia da invocare guardando e pregando Maria “ Madre di misericordia”.

VITA, DOLCEZZA, SPERANZA NOSTRA
Tre sostantivi carichi di significato,il più forte dei quali è messo al primo posto, VITA, non si può vivere senza Maria come non possiamo vivere senza aria, senza respiro, VITA  perché  Maria ha portato in sé la vita, ha portato in grembo Colui che è la vita e lo ha donato a noi. La dolcezza di una madre che tutto comprende, che tutto perdona e che continua ad intercedere per i suoi figli; La speranza perché Maria con la vita porta in sé la speranza, Colui che è la speranza. Maria è stata incrollabile nella speranza anche nei momenti più difficili e oscuri. Tutta la sua vita è stata un continuo esercizio di speranza. Dal momento dell’Annunciazione, intuendo lo stato d’animo del suo sposo e il rischio al quale lei stessa era esposta, piena di speranza preferì tacere e abbandonare le sue sorti nelle mani di Dio; quando a Nazareth Gesù appariva un bambino, un ragazzo, un uomo come tutti gli altri e nessun segno esterno indicava che sarebbe stato il Salvatore del mondo, Maria non cessava di  credere e di sperare nella realizzazione della divina promessa, e quando ,dopo la condanna, le persecuzioni, la crocifissione,sulla croce tutto sembrava ormai finito,la speranza di Maria rimaneva intatta anzi si ingrandiva e le dava la forza di rimanere salda presso la croce.
Quanto è povera la nostra speranza vicino a quella di Maria! Non sappiamo fidarci totalmente di Dio e abbiamo sempre bisogno di un appoggio umano, di tanti espedienti per procurarci qualche sicurezza. E’ da Maria che dobbiamo imparare a confidare in Dio, in tutto, sempre e specialmente per la nostra salvezza eterna.
 S. Alfonso in “La gloria di Maria” (Cap. II) dice “O Maria era così eccelsa la tua speranza…. Tu interamente distaccata dagli affetti del mondo….. non confidando in nulla  nelle creature né nei tuoi meriti ma tutta appoggiata alla divina grazia nella quale soltanto confidavi, avanzasti sempre nell’amore del tuo Dio…..”  e ancora ” Madre e speranza mia, non mi abbandonare……, si scordino tutti di me ma non scordartene tu, o Madre di Dio onnipotente . Dì a Dio che io sono tuo figlio, digli che tu mi difendi e sarò salvo….  O Maria, io mi fido di te, in questa speranza vivo e in questa voglio e spero di morire, ripetendo sempre:  l’unica speranza mia è Gesù e dopo Gesù , Maria”.

A TE RICORRIAMO
Si, ricorriamo a te,Vergine santissima.
La madre è sempre un luogo di rifugio perché  è  quella porta d’ amore sempre aperta;  “ si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere ? Anche se costoro si dimenticassero io invece non mi dimenticherò mai (Is 49,15). Per questo, nei momenti più problematici e sofferti dell’esistenza, sgorga naturale quell’invocazione, quel nome, Maria.
Maria è per noi la madre che Gesù ci ha dato. Egli ci affida a Lei in un abbraccio d’amore eterno infuso in sua madre dall’Eternità. Ricorrere a Maria è quindi, lasciarsi abbracciare da una profondità inedita,non meritata ma che per grazia ci viene offerta. Bellissima è la preghiera di S. Bernardo alla Vergine ricca di profonda e sempre attuale consolazione. “Ricordati, o Vergine Maria, che non si è mai udito che alcuno, ricorrendo al tuo patrocinio,  implorando il tuo aiuto e  la tua protezione, sia stato da Te abbandonato. Animato da tale confidenza, a Te ricorro, o Vergine delle Vergini e Madre mia, a te io vengo e davanti a te me ne sto, povero peccatore gemente. Non disprezzare le nostre suppliche, ma ascoltaci, propizia, ed esaudiscici. Amen”

NOI ESULI FIGLI DI EVA, GEMENTI E PIANGENTI
Due donne sono alle origini di un bivio dell’umanità: quello discendente da Eva, umanità ribelle e fuggitiva dal rapporto di Dio e quello dell’umanità rinata da Maria che dopo il suo  “SI” aprì la porta della Redenzione a tutti noi, dando alla luce Gesù, il Salvatore e il redentore dell’umanità. Come una donna, Eva, aveva cooperato alla perdita della grazia così, per amorevole disposizione della divina Provvidenza, un’altra donna, Maria, doveva cooperare alla restituzione della grazia. Nella Liturgia delle ore cantiamo ” la gioia che Eva ci tolse ci rendi nel tuo Figlio e dischiudi il cammino verso il regno dei cieli” ……. Noi, figli di Eva, siamo segnati dal peccato originale, quindi, siamo peccatori. Siamo segnati da mille ferite, siamo deboli, disorientati,come pecore senza pastore, lontani dalla patria, esuli; l’uomo come singolo e  come popolo vuole la sua libertà nel costruire liberamente quello che egoisticamente pensa sia utile e bello per sé sebbene possa  risultare dannoso per gli altri. E così si allontana da Dio, si allontana dal VERO, dal BENE.  In Maria, quanti cercano il volto del Signore dentro l’affanno e la delusione del mondo, in Lei trovano la fontana di grazia che illumina e sorregge il cammino di ritorno dei figli dispersi. Il nostro male diventa così grido, invocazione, gemito……Maria raccoglie il sospiro  e il gemito del creato e lo offre al Padre dove ogni cosa trova compimento. Maria è la Madre che consegna al Figlio Gesù il sospiro, il gemito, il pianto di milioni di esseri umani sparsi nei luoghi di sofferenza e di dolore: dalle carceri agli ospedali, dai campi profughi ai ghetti, dal lavoro minorile allo sfruttamento dei bambini, da tutti i luoghi dove si geme e si versano lacrime, lacrime  amare di creature sfruttate,  lacrime di rimorso e di dolore; lacrime di madri che invocano Dio per la salvezza, per la pace e la soluzione di problemi nei quali si dibattono i propri figli, di supplica a Dio perché i propri cari e amici ritrovino il cammino della fede; ma sono anche lacrime di gioia scaturite da una esplosione intensa di una vita visitata dalla gioia e dal bello, sia esso umano che spirituale, lacrime di ringraziamento per il dono del perdono ricevuto, del perdono donato e della conversione. Le lacrime sono quell’acqua preziosa che, a tempo opportuno, rende fertile la terra della nostra esistenza: “ chi semina nelle lacrime, mieterà nella gioia”(Salmo 126). Questa nostra esistenza è solcata da rivoli di lacrime. Dal nascere al morire, in tempi e modi diversi, per situazioni impreviste o scelte importanti, la terra è bagnata di pianto. E’ la nostra valle di lacrime, dalla quale usciamo protetti da Maria e accompagnati da Gesù, il Buon pastore: “anche se vado per valle oscura non temo alcun male perché tu sei con me. Il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza” (Salmo 23).

ORSU’ DUNQUE AVVOCATA NOSTRA
La preghiera si rivolge ora a Maria chiamandola Avvocata. Dal latino “ad vocatus” “ ad vocare “chiamare in aiuto”. Maria ha ricevuto da Dio il compito di aiutare chi la invoca. Come in tutte le famiglie, la mamma supplica il padre a non essere troppo duro con i figli, tira fuori dal padre quel lato misericordioso che egli ha già dentro di sé ma che l’affetto della madre fa risaltare. Nella LG cap.62 leggiamo: “ la B. Vergine è invocata nella chiesa con i titoli di avvocata, ausiliatrice, soccorritrice, mediatrice. Questi titoli esprimono la sua singolare missione circa i rapporti dell’umanità con il suo figlio diletto”

RIVOLGI A NOI QUEGLI OCCHO TUOI…….
Chiedendo a Maria di volgere su di noi quegli occhi suoi misericordiosi, prima di tutto esprimiamo un atto di fede e di intensa bellezza, riconoscendo che gli occhi della Vergine emanano quella luce particolare e intima di DIO che è la Misericordia, caratteristica dominante del Suo cuore. Sono gli occhi, quelli di Maria, che trasmettono il cuore di Dio, perché Dio abita in lei e la riempie del suo amore. Una ricchezza di amore e di pace viene rovesciata nella nostra pochezza quando gli occhi della Vergine si posano sulla nostra esistenza. Sì, Dio ha guardato l’umiltà di Lei, sua serva e, Maria guarda la nostra fragilità, il nostro peccato, il nostro desiderio e lo riempie di grazia e di speranza. Occhi che non giudicano, ma amano; che non si stancano di cercare i fratelli del Suo Figlio, erranti nel mondo per abbracciarli e ricondurli al Padre. Maria porta nei suoi occhi l’amore misericordioso che è proprio del suo Dio, lo sguardo della Vergine nasce da occhi modellati su quelli del suo Gesù, intrisi di tenerezza e di dolcezza, la dolcezza di una madre che non abbandona mai i suoi figli ma li circonda e li abbraccia con amore infinito.

MOSTRACI DOPO QUESTO ESILIO, GESU’…..
 Ancora un’invocazione a Maria….. mostraci Gesù. La Salve regina è come una invocazione a Maria  affinchè ci mostri Gesù. Maria è da sempre vista come colei che porta a Gesù, che indica Gesù. L’esistenza umana è segnata dal dolore e dalla sofferenza; di fatto il nostro cammino è segnato da fatica, lacrime, elementi che ci inducono ancora di più alla ricerca di pace e futuro. A questa esperienza umana, a questo viaggio sulla terra c’è un dopo, una meta nuova, una patria diversa, un incontro di pienezza e di comunione.” La nostra cittadinanza, infatti, è nei cieli e di là aspettiamo come Salvatore il Signore Gesù Cristo, il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso in virtù del potere che ha di sottomettere a sé tutte le cose” ( Filippesi 3,20-21). E il nostro ritorno a Dio sarà ricco di umanità, con maggiore coscienza di noi e degli altri se su questa terra abbiamo incontrato il Signore della vita e della resurrezione. E Maria in questo è maestra, ci insegna come incontrare Gesù, oggetto della nostra speranza, come amarlo e conformare la nostra vita alla Sua, così come ha fatto Lei che ha creduto e testimoniato con la sua vita. Il vecchio Simeone, al tempio prendendo in braccio Gesù ha sintetizzato in quel desiderio di pace piena e definitiva, l’anelito del suo cuore: la venuta e l’incontro con il Messia di Dio. Ora lui lo ha conosciuto e ne gioisce, può consegnarsi a Dio e chiudere il viaggio della sua esistenza “ ora lascia o signore che il tuo serva vada in pace, secondo la tua parola perché i miei occhi hanno visto la salvezza” ( Lc o Le 2,29-).  Maria è la stella dell’evangelizzazione, perché si fa carico con amore di condurre ogni creatura a Gesù, unica speranza dei popoli. Lei, prima missionaria del Messia di Dio che ci attende ora nei cieli. Lei più di ogni altro ha sperimentato, creduto e testimoniato quanto leggiamo in Paolo nella sua lettera a Tito “e’ apparsa infatti la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini e ci insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà, nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo. Egli ha dato se stesso, per riscattarci da ogni iniquità e formare un popolo puro che gli appartenga, pieno di zelo per le opere buone” (Tito 2,11-14)

O CLEMENTE, O PIA O DOLCE VERGINE MARIA
E’ una dolcissima conclusione quella della Salve regina, con cinque parole tutte rivolte a Lei, a Maria: dolce, clemente, pia…triplice esclamazione di lode alla Regina, chiamata per nome ….. o clemente, o pia o dolce Vergine Maria!
La Salve Regina, a differenza dell’Ave Maria che è una preghiera biblica ( solo per una volta Maria viene invocata …. Prega per noi) è una preghiera più umana, più vibrante di esperienza terrena, è usata più come preghiera della sera proprio per quel senso di commozione e di speranza di cui sono impregnate le sue invocazioni; viene recitata a conclusione del S. Rosario; si presta tanto ad essere cantata e  il tema  musicale della forma gregoriana del testo rappresenta uno degli esempi più antichi di musica sacra  e tanti sono stati i compositori che si sono serviti di questo testo per musicarlo tra questi Franz Liszt, Giovanni Battista Pergolesi, Franz Schubert, Antonio Vivaldi ecc.

Era cantata di sera nei secoli passati dai marinai e proprio i marinai delle Caravelle di Cristoforo Colombo cantarono la Salve Regina invocando Maria  la sera prima di avvistare la terra; I carmelitani la cantavano solennemente nella giornata del sabato, giorno dedicato alla Beata Vergine del Carmelo e gli eremiti carmelitani che, nel 1291, furono uccisi dai Saraceni sul Monte Carmelo affrontarono il martirio cantando la Salve regina!

 

 

 

 

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