no fotoCettina Repaci

In cammino insieme

Relazione del triennio 2011-2014 della presidente uscente

 

Ho cercato volutamente di essere breve, considerato il lavoro che dovremo affrontare oggi pomeriggio, e forse, mio malgrado, ho penalizzato qualche argomento.
In premessa desidero sottolineare come i consiglieri Marisa, Rita,Caterina, Franca, Gino  idealmente sono tutti insieme a me  accanto a questo tavolo, così come anche tutti voi, perchè il lavoro di questi ultimi tre anni è stato pensato, preparato e svolto con la collaborazione e la partecipazione attiva di tutti i componenti il terz’ordine. Massima collaborazione e, soprattutto per quanto riguarda il direttivo, massimo rispetto per i ruoli di ciascuno e altrettanta disponibilità. Quando si lavora in armonia, mente e cuore sincero, onestà intellettuale insomma, si ottengono ottimi risultati.
Ognuno di noi ha dato il suo contributo nell’ambito delle  proprie competenze, delle diverse capacità,  dell’ esperienza acquisita durante il cammino di formazione, perchè il nostro terz’ordine crescesse in formazione, conoscenza della Parola di Dio, oltre che in fraternità  e amore gli uni verso gli altri. Se qualche volta, nel corso di questi tre anni, c’è stata qualche sbavatura, ci siamo adoperati tutti  quanti perchè fosse superata presto e brillantamente; alla base della nostra fraternità, e sono convinta di quello che dico, c’è stima, rispetto, affetto reciproco, spirito di servizio, solidarietà, collaborazione, in poche parole, quello di cui parla Gesù nel Vangelo, quando dice “Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi”; ed è questo amore che continuerà a farci crescere e diventare sempre più uniti, una vera famiglia, una seconda famiglia per tutti noi. Quando vengo in questo Santuario o alle nostre riunioni, mi sento come se fossi a casa mia, e sono sicura che anche voi proviate questi stessi sentimenti.
Tutti, dunque, abbiamo lavorato e vi ringrazio di cuore per la disponibilità che avete dimostrato. Forse qualche volta vi ho, per così dire, costretti, ma sempre benevolmente, a dedicare un po’ del vostro tempo per approfondire alcuni argomenti e proporli a tutti noi. Sono sicura che, anche se è costato un po’ di fatica, i risultati ottenuti sono stati certamente gratificanti.
 Di proposito non faccio i nomi di tutti quelli che mi hanno aiutato con le catechesi, li conoscete già; il loro contributo è stato notevole, dai componenti il Consiglio direttivo ai singoli terziari; i lavori sono stati sempre molto interessanti e apprezzati da tutti. Mi sono adoperata perchè  venissero pubblicati sul nostro sito, spesso “con foto non reperibile”, per poterli rileggere quando ne abbiamo voglia. Grazie ancora di cuore ad ognuno di voi. I padri del nostro santuario non sono presenti questo pomeriggio, perchè impegnati al Congresso eucaristico. Permettetemi però che rivolga ugualmente un ringraziamento particolare a padre Carmelo, Priore del Santuario e nostro assistente spirituale, per l’aiuto e il sostegno che ha dato a me personalmente e a tutto il terz’Ordine; lo abbiamo coinvolto nel nostro lavoro anche con alcune catechesi, e, se qualche volta vi sono state  divergenze di vedute, gli abbiamo tuttavia assicurato sempre la nostra completa disponibilità per tutte le sue iniziative. Un ringraziamento specialissimo gli dobbiamo tutti noi per l’impegno senza dubbio gravoso che si è assunto per ridare al nostro Santuario lo splendore e la bellezza di una volta, che il tempo inesorabilmente aveva cancellato. Per questo non finiremo mai di ringraziarlo. Un grazie particolare anche a padre Francesco che mi ha aiutato, specialmente all’inizio del secondo anno di lavoro, con i suoi consigli e la sua guida, e ancora per essersi preso cura brillantemente del nostro sito così da farci conoscere dagli altri terz’ordini, e per la pubblicazione di tutti i nostri lavori. E cosa dire poi di Marisa, che mi è stata vicina in ogni occasione con la sua esperienza e con l’affetto fraterno di chi si conosce da....quanti anni? Tanti, per la verità, ma non diciamo quanti!
Abbiamo impostato le nostre catechesi sulla base delle tematiche e delle proposte  del Consiglio provinciale del Toc: nel 2011/2012,  Maria modello e testimone di una nuova immagine di Dio e del suo Regno; nel 2012/2013, Elia, modello di contemplazione e azione, testimone di una nuova immagine di Dio e del suo regno; e, infine, nel 2013/2014,  la Regola carmelitana e, in particolare, il laico carmelitano testimone impegnato nel quotidiano.
Abbiamo cercato di evidenziare, soprattutto per i primi due argomenti, come gli insegnamenti di Maria, nostra madre e sorella, del profeta Elia, nostro Padre fondatore, letti, studiati e meditati attraverso le pagine della Bibbia, debbano essere rivisitati in chiave moderna, trasferiti nella nostra realtà quotidiana, nella realtà di oggi, che certo, per molti aspetti, è ben diversa da quella che leggiamo nei testi sacri, ma quanto tuttavia bisognosa di quegli stessi insegnamenti! Abbiamo bisogno di ritrovarci e rinnovarci, noi e la nostra fede, e per questo dobbiamo far tesoro di quanto apprendiamo attraverso la lettura della Parola, interpretandola alla luce delle problematiche odierne.
Solo per fare un esempio. I giovani del Santuario, che stanno compiendo il loro cammino sotto la guida di padre Francesco, tra i tanti temi, hanno cercato l’anno scorso di sviluppare quello della giustizia sociale nella società di oggi. Abbiamo proposto loro la lettura del cap. 21 del primo libro dei Re, dove è riportato il racconto di Nabot e della sua vigna, utilizzando quell’episodio per mettere in evidenza come le ingiustizie sociali, le diseguaglianze tra poveri e ricchi, la prevaricazione dei potenti sui deboli,erano presenti allora come oggi, con le stesse caratteristiche.
Nella nostra società che sempre più precipita nell’ indifferenza verso chi soffre e ha bisogno, nella ricerca spasmodica di un sempre maggiore benessere, se non stiamo molto attenti, rischiamo di comportarci come il re Acab, la sua regina, i suoi dignitari, smaniosi di non perdere il loro potere e di aumentare la loro ricchezza, ai quali Elia, inviato da Dio, profetizza terribili castighi, pur di ricondurli sulla via dell’amore e della solidarietà.
Come vedete c’è un legame sottile ma fortissimo tra ciò che leggiamo nei testi sacri e il modo in cui ci comportiamo oggi, da cui trarre utili insegnamenti per vivificare e migliorare il nostro modo di vivere. E poi, non ultima, la nostra Regola, che abbiamo ristudiato dal punto di vista storico e dei contenuti, con la quale i primi padri eremiti, con l’aiuto di sant’Alberto di Gerusalemme, cercano ancora oggi di condurci per mano alla sequela di Cristo attraverso la vergine Maria e la nostra devozione per lei, madre e sorella dei carmelitani. Questi tre temi sono stati trattati nel corso del triennio, approfonditi e meditati per come conveniva ad argomenti così importanti.
La figura di Maria, la figura di Elia, la nostra Regola sono, e devono essere sempre, alla base di tutte le nostre azioni, ci devono sorreggere, indirizzare, spronare ad essere sempre più veri carmelitani, nella contemplazione e nell’azione, in tutti i momenti della nostra vita.
 Considerato che ci siamo riuniti tutti i mercoledì del mese, da ottobre a giugno, pensate quanto tempo sarebbe necessario per ricordare tutto ciò di cui ci siamo interessati; quindi citerò soltanto alcuni momenti significativi.
 Oltre ai temi indicati dal Consiglio provinciale, abbiamo voluto approfondire la vita di alcuni santi carmelitani, la figura di san Giuseppe, il pensiero di santa Teresa d’Avila, abbiamo ascoltato alcune riflessioni sull’anno della fede e l’anno della carità, partecipato ad un ritiro di preghiera presso l’Istituto delle suore Ancelle riparatrici di Palmi, ci siamo recati in visita presso il terz’ordine di Salice, partecipato ai convegni della provincia napoletana.
 Abbiamo dedicato due giorni al mese alla recita del Rosario meditato e all’adorazione eucaristica e cercato, nei limiti delle nostre possibilità, di essere sempre presenti alle funzioni liturgiche del Santuario, alle iniziative promosse dalla Diocesi, attenti alle istanze e alle sollecitazioni esterne. Ritengo giusto ricordare la nostra partecipazione alla Lectio Divina lo scorso anno, e, in questo anno, alla lettura e alla meditazione dei capitoli del Cammino di perfezione di santa Teresa D’Avila, entrambe sotto la guida di padre Francesco, alle catechesi tenute dal S.E. il Vescovo lo scorso anno nel periodo di Quaresima. Abbiamo avuto ospite, per una giornata mariana, il padre carmelitano Cosimo Pagliara con una dotta relazione sulla figura della vergine Maria, e, in prossimità del Natale 2013, un incontro col prof. Schirone sul significato della presenza o meno del bue e dell’asinello nel presepe. Le visite ai malati e alle consorelle che non possono frequentare sono state anche esse un momento di condivisione e di testimonianza.E non voglio trascurare la nostra adesione all’associazione per l’adozione a distanza di Manaus; da ben dieci anni sosteniamo questa iniziativa e mi auguro che continueremo a farlo.
La partecipazione  pressochè costante di tutti i terziari alle riunioni settimanali e ai momenti liturgici vissuti nel Santuario è stata la prova che abbiamo lavorato bene. Certo qualche defezione c’è stata, causata spesso da motivi  di lavoro o di salute, e quindi certamente giustificata. Purtroppo alcune assenze si sono protratte nell’arco di quasi tutti i tre anni di lavoro del nostro direttivo e questo non va certamente bene, anche perchè, a volte, manchiamo al  nostro impegno di terziari carmelitani per futili motivi, anteponendogli altri tipi di  interessi. L’impegno che abbiamo assunto, pronunciando i voti, deve essere mantenuto sempre, con costanza e serietà, partecipando a tutti i momenti che si vivono insieme, soprattutto alle nostre riunioni del mercoledì; sono queste che ci aiutano a progredire nel nostro cammino alla sequela di Cristo e della vergine Maria.
In questi anni la nostra fraternità si è arrichita di  nuovi elementi. Ciò ci ha resi particolarmente felici. Ai novizi auguriamo buon cammino alla luce dei valori del nostro Ordine.
 La chiamata è importante, ma è ancora più importante, a nostro avviso, la risposta che le si dà, con la presenza, lo studio, il servizio, la disponibilità, la collaborazione e infine, ma non ultima,  la testimonianza della nostra appartenenza alla famiglia carmelitana, vivendo la nostra vita, soprattutto nel sociale, alla luce degli insegnamenti del vangelo.Permettetemi, prima di chiudere, un breve ma intenso ricordo delle consorelle che sono mancate in questi anni; ne sentiremo sempre la mancanza. Sono sicura che, felici accanto alla vergine Maria, continueranno a pregare per tutti noi, mentre noi pregheremo per loro.A nome del Consiglio direttivo uscente, auguro ai nuovi eletti un buonissimo lavoro e a tutti voi buone vacanze, e non vi dimenticate di partecipare alla novena della festa della Madonna del Carmine
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