frfraFr. Francesco Ciaccia

La comunità

in pellegrinaggio

27 settembre 2014

 

E' solo passata una manciata di giorni da quando la comunità carmelitana del santuario (frati, terz'Ordine, Congrega, gruppo Giovani Carmelitani, e altri amici) si è recata per il suo pellegrinaggio di inizio anno pastorale varcando lo stretto di Messina.

Prima tappa è stata Tindari, venerando l'antica statua della Vergine Maria. Dopo lo stupore iniziale al veder la bellezza della chiesa, ci si è raccolti in preghiera e quindi la celebrazione eucaristica presieduta da p. Carmelo Silvaggio (rettore del nostro santuario) e concelebrata da me e da altri tre presbiteri della comunità del santuario di Tindari, con tanto di ministrante, il nostro Emilio Galante che si è meritato i complimenti dai presbiteri al termine della celebrazione.

Immancabile lo shopping per le piccole botteghe appena oltre il sagrato, il lauto pranzo al sacco condiviso e qualche tarantella suonata da Carmine Gelonese, uno degli appartenenti del gruppo Giovani Carmelitani.

Nel pomeriggio noi pellegrini ci siamo recati a Messina. Li abbiamo visitato la chiesa del Carmine che tanto gentilmente ci è stata aperta dai frati, nonostante l'insolito orario (15.00), e due giovani della parrocchia hanno spiegato a tutti noi la storia della presenza carmelitana in città e quella di S. Alberto da Trapani, primo santo Carmelitano, di cui abbiamo potuto venerare pure una reliquia.

Qualche ora piuttardi il gruppo a piedi si è spostato ad un altro santuario piuttosto suggestivo, e poco distante da lì: quello di sant'Antonio, retto dai padri Rogazionisti, che ospita nella cripta il corpo incorrotto del loro fondatore: S. Annibale Maria di Francia: grande santo dei nostri tempi, nonché terziario carmelitano. Grande lo stupore di tutti al vedere non solo una chiesa meravigliosa negli affreschi e negli stucchi, ma anche le sue cripte, dove oltre poter venerare il santo, si può visitare il museo, la ricostruzione del quartiere messinese al tempo dell'arrivo di S. Annibale e gli ori del santuario. E che dire poi dell'ospitalità dei frati che vollero regalare ai pellegrini numerose copie del libro della vita del santo, le immaginete di S. Annibale e i quadretti di S. Antonio.

Beh non mancarono nemmeno i cannoli (c'è chi ne fece una larga scorta in un laboratorio di pasticceria poco distante) e i gelati.

Insomma una giornata piena di fraternità, preghiera e tanto stupore da chi mai può immaginarsi di contemplare tanta bellezza.

Qui di seguito alcune foto

 

Qui il video montato dai fratelli Galante

 

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