assenteCarmela Laface

A conclusione del XI convegno del TOC

26 maggio 2013

 

contoc2013A conclusione dell' XI Convegno del terz’Ordine Carmelitano p. Enrico Ronzini, dopo la relazione finale, ha voluto sottolineare a che cosa ci richiama la nostra Regola e quali sono i comportamenti che deve avere chi si ispira ad Elia. Ci ha ricordato che per ascoltare Dio, e sentire la sua presenza, abbiamo bisogno del silenzio che ci fa vedere i bisogni dei fratelli che si trovano nel dolore:  non possiamo  guardare da lontano le necessità del vicino, al contrario, dobbiamo stare vicini a chi ci chiede aiuto e agire. La nostra azione deve essere quella di saper individuare la necessità degli altri.
Dobbiamo avere un silenzio contemplativo e d’azione.
 
L’azione per noi deve essere quella di uscire fuori dei propri ambiti e saper vedere la necessità della sorella che si trova in difficoltà economiche, essere vicini a coloro che soffrono fisicamente o  moralmente, visitare gli ammalati e le persone andicappate che vivono nel bisogno.
Papa Francesco ha voluto iniziare il suo Pontificato chiedendo il silenzio per sé e per tutto il popolo, come momento solenne per riportare tutti ad un progetto. Fare una pausa per riprendere le forze e ripartire.
 Il silenzio, come inizio di un percorso, è un cambiamento che ci fa riflettere sulla necessità di fare tesoro della quiete, soffocata dai ritmi frenetici della quotidianità. Dobbiamo perciò stare lontani dal pettegolezzo e dalle chiacchiere e agire: non solo preghiere, non soltanto devozione, ma nutrirci della parola di Dio.

Il Provinciale ci ha parlato a lungo del suo sogno che coltiva da tanto tempo e che spera di poter realizzare: una vera fraternità, dove tutti condividono le stesse cose, dove tutti sono uguali, dove non c’è chi comanda e chi assume atteggiamenti mafiosi nei confronti degli altri.
A tal proposito ci ha detto che uniformerà tutti gli scapolari ( ci sono delle realtà dove lo scapolare è diverso – colorato, piccolo, grande -  in relazione anche  alla carica che ognuno ricopre). Ognuno è indispensabile all’interno della comunità per quello che è  non per quello che fa.
Dobbiamo essere una comunità che vive nella passione e una fraternità nell’ascolto;  saper vedere da un piccolo segno una grande cosa, un grande dono di Dio, sentirsi alla presenza di Dio e  farsi guidare da Lui:  una fraternità che testimonia Dio.

Padre Enrico ci ha ricordato a tal proposito l’importanza della formazione che deve essere continua e costante e a cui dobbiamo sottoporci tutti  per essere preparati  alle risposte del nostro tempo.

Padre Enrico ha concluso dicendo che ci invierà dei libri, che sono in ristampa, che tutti dobbiamo leggere :    
-Figli di Profeti
-Ravviva la bellezza del Carmelo

 

 

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