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Carmine Gelonese

La gioiosa tappa di una vocazione

"L'ordinazione presbiterale di frà Francesco M. Ciaccia"

3 aprile 2014

 

ordfrafaIeri 2 aprile, solennità di san Francesco di Paola, per la comunità carmelitana di Palmi ha rappresentato non solo una giornata all’insegna del ricordo della figura del grande santo calabrese, ma il compimento di una vocazione speciale, quella di colui che possiamo ormai chiamare Padre Francesco M. Ciaccia. La data, scelta non a caso, ha un legame con la figura di S. Francesco; il novello presbitero infatti trovatosi tempo fa al santuario di Paola, maturò la sua scelta in un momento di riflessione e  preghiera.
La celebrazione per l’ordinazione presbiterale è stata presieduta da Sua Eccellenza Mons. Francesco Milito, così come avvenuto nel precedente mese di ottobre per il diaconato, in un filo diretto che ha legato il presule al neo sacerdote non solo nelle due solenni celebrazioni, ma in un rapporto di stima e fiducia reciproca quale punto di riferimento nel periodo trascorso. Numerosa la presenza dei vari sacerdoti e diaconi della  diocesi di Oppido-Palmi, dei frati carmelitani della Provincia Napoletana tra cui il Provinciale p. Enrico M. Ronzini. L’assemblea costituita dai fedeli, dai membri della Congrega, del gruppo dei giovani Carmelitani e dal Terz'ordine,  accorsa numerosa, si è subito raccolta in un clima di preghiera, facendo percepire calorosamente  la propria presenza e partecipazione tra i profondi momenti liturgici susseguitisi. Come una famiglia che si stringe attorno al proprio caro in un momento così bello e importante, come un padre che accompagna la propria figlia all’altare il giorno del matrimonio: è questo che ha lasciato trasparire la folla presente, per quello che  è stato il rapporto creatosi tra fra’ Francesco e la comunità nella quale egli ha portato avanti il proprio cammino.   
Sua Ecc.za durante la celebrazione, si è particolarmente soffermato sull’importanza del vivere il sacerdozio in maniera comunitaria, come Gesù stesso insegna nel vangelo, mandando i suoi discepoli ad annunciare la buona novella a due a due. Inoltre, ha sostenuto il Vescovo, che questo permette un confronto e una crescita nella fraternità e nel poter far propri i pregi dell’altro, sempre avendo come punto di riferimento la carità  di cui S. Paolo nella seconda lettura ribadiva essere il centro di tutto, carità che è Dio stesso. San Francesco di Paola ne è esempio concreto come ricordato da Sua Ecc.za; infatti durante tutta la sua santa vita, tutto ciò che chiedeva e che faceva era sempre preceduto da questo termine, da questa realtà di vita la  “Carità”.
I riferimenti a S. Teresa D’Avila e S. Teresa di Lisieux, figure molto care all’Ordine Carmelitano e al novello presbitero, (al quale è stato augurato dal presule di poterle avere come guida ed esempio sulla via del sacerdozio), hanno coronato un profondo momento di riflessione incentrato su queste tre grandi figure. Particolarmente significativi ed emozionanti le fasi liturgiche in cui è avvenuta l’imposizione delle mani e la preghiera di ordinazione da parte del Vescovo in primis, eseguita poi da tutti i sacerdoti presenti e concelebranti che hanno imposto le mani sul capo di Francesco; momento al quale sono seguite la vestizione degli abiti sacerdotali da parte del superiore p. Enrico, l’unzione crismale, la consegna del pane e del vino. Emozionante lo scambio del gesto di pace, momento in cui nel novello sacerdote è potuto trasparire tutto quello che è il suo speciale carisma della gioia e della fraternità, che si è espresso  nell’abbraccio avvenuto con tutti i concelebranti, particolarmente con un commosso Padre Carmelo Silvaggio, compagno di viaggio del neo presbitero, al quale come egli stesso ha sostenuto, ha potuto ispirarsi come modello per la sua scelta, dal quale si è sentito sostenuto nella reciproca preghiera e guidato nella fraternità. La celebrazione si è poi avviata verso la conclusione con la liturgia eucaristica e la solenne benedizione di Sua Ecc.za.
Ai piedi dell’altare come primo passo della sua nuova missione, Padre Francesco ha poi accolto tutti i presenti accorsi ad augurargli un buon cammino, trasmettendo ad ognuno quello che più gli riesce naturale e proprio del suo carisma, un senso di accoglienza ed un sorriso che è espressione di un cammino che non è iniziato esclusivamente nell’appena trascorsa ordinazione, ma ancor più indietro  nel tempo, nel sentirsi in prima persona accolto e amato da colui che è la Via, la Verità e la Vita.