lilianaLiliana Cutrupi

La mia vocazione al Carmelo

Da Vita carmelitana n. 1 del 2012

 

 

La sera del 12 novembre, durante la S. Messa vespertina, alla presenza di p. Enrico Ronzini, p. Carmelo Silvaggio, Marisa Fotia e tutta l'assemblea, ho espresso la mia professione temporanea nel Terz'Ordine Carmelitano di Palmi. Con tanta emozione ho indossato per la prima volta l'abito marrone, che io stssa ho confezionato, abito che contraddistingue i terziari della mia città, e con altrettanta emozione ho ricevuto lo scapolare.

La notte della vigilia, ho stentato a prendere sonno: l'emozione e l'ansia, per quello che la sera dopo, grazie a Dio, avrei vissuto era tanta. E come spesso mi capita, quando non riesco a dormire, comincio a pensare: ho ripercorso tutte le tappe che mi hanno portato a quella vigilia. Mi sono rivista ragazzina che vedendo passare la processione della Madonna del Carmine, osservavo sfilare quelle signore (oggi mie consorelle) che precedevano la statua della Vergine vestite con quell'abito marrone e l'immagine della Madonna sul petto (ancora non sapevo che si chiamasse scapolare), pensavo che quelle dovessero essere delle persone speciali e privilegiate e ricordo che le guardavo con ammirazione e rispetto. Quei pensieri poi, mi hanno riportato a un brutto periodo della mia vita. Per diverse cause ho provato cosa significasse soffrire. Gli anni della mai giovinezza, che sarebbero dovuti essere i più belli, sono stati, invece, anni di pura disperazione. Non ne vedevo una via d'uscita: imploravo l'aiuto di Dio e della Madonna delle Grazie, capivo che da sola non ce l'avrei mai fatta. Grazie a Dio le mie preghiere sono arrivate in cielo.

Per tanti anni, ho vissuto con la mia famiglia a Latina. Lì frequentavo una parrocchia dove il parroco, don Mario, focolarino, aveva un particolare carisma nel proclamare la Parola di Dio. Durante l'omelia sembrava che Dio mi parlasse e io assorbivo il Vangelo con intense emozioni. Tornata a Palmi, a volte, le stesse sensazioni le vivo grazie a p. Carmelo. ho iniziato a fare il cammino spirituale nel Carmelo, perché volevo conoscere di più Dio. Ho conosciuto i carmelitani durante un pellegrinaggio, mi è subito piaciuta la serenità e riservatezza della presidente locale, oggi provinciale, Marisa Fotia e delle persone a lei vicine. Coì ho deciso che anch'io avrei fatto parte della famiglia carmelitana. Ormai sono 5 anni che frequento il santuario e sempre più mi sento come a casa, in famiglia. Mi auguro di continuare il cammino di fede che ho intrapreso con la stessa gioia e lo stesso entusiasmo che sento oggi.

Ho fatto voto a Dio di castità e obbedienza, non è così facile nella vita di tutti i giorni, le tentazioni sono tante, ma sono certa che l'aiuto che chiedo sempre a Dio e alla beata vergine del Carmelo, non mi mancherà mai. Da qualche mese al nostro santuario è arrivato un sole radioso e gioioso nella persona di frate Francesco Ciaccia. Siamo tutti felici della sua presenza, speriamo poterne godere a lungo.