teresa satrianoTeresa Satriano

Maria nell'avvento

 

“Quando venne la pienezza dei tempi, Dio mando” (Gal 4,4-6) . Rileggendo questo passo, possiamo sostenere che Maria è la donna della pienezza del tempo, in Lei si chiude un epoca e si apre una nuova era futura. Grazie alla maternità di Maria, Dio può scendere attraverso l’umanità del Verbo e toccare ogni uomo e redimerlo.
Nel periodo di Avvento, in cui ci prepariamo a celebrare la nascita di CX a Natale, la liturgia ci offre Maria come guida della nostra attesa poiché l’avvicinarsi di questa ricorrenza ci trova impreparati. Paolo VI, nell’enciclica MARIALIS CULTUS ha indicato il tempo di Avvento come tempo mariano per eccellenza.
L’Avvento nella sua funzione di preparazione al Natale, presenta una dottrina mariana notevolissima. Nella liturgia del messale Maria è presentata in funzione di Cristo e del suo mistero ( prime letture, oracoli messianici, salmi, vangeli ). Ancora oggi si canta l’antifona d’ingresso “Rorate, caeli de super” durante l’avvento che si cantava all’epoca di San Gregorio Magno (604): “ o cieli piovete dall’alto, o nubi portateci il Santo…”, dove la rugiada è un allusione alla concezione Verginale di Maria, le nubi è simbolo della presenza di Dio e della sua grazia; il giusto è il Cristo, la terra è un simbolo Mariano di cui parlava Sant’Ireneo “Maria la terra Vergine”.
Ci sono “ le orazioni del Rotolo di Ravenna” documento del V sec., che contiene 40 preghiere liturgiche tipo colletta. Alcune di queste sono state incorporate nel messale romano attuale. Queste  esprimono il ruolo di Maria nell’incarnazione del Cristo: il Cristo libera (I sabato d’avvento). L’incarnazione rivela la gloria di Dio (19 dicembre); Maria nella quale il Verbo si incarna è tutta piena della luce dello SS (20 dicembre). L’incarnazione e la misericordia di Dio (23 dicembre).
   Il culto di Maria nell’Avvento affonda le sue radici nelle realtà teologali:  fede, speranza, carità.E’ tempo mariano per le feste che vi si celebrano come l’Immacolata e altre durante la novena dell’Avvento. Maria è la porta che ti permette di entrare in questo periodo di attesa ( perché la parola Avvento vuol dire proprio questo ) perché è la piena di grazia, benedetta fra le donne (è beata perché ha ascoltato la parola di Dio e l’ha messa in pratica), è la donna nuova, è la figlia di Sion, è la Vergine del Fiat.
Per capire pienamente la figura di Maria nell’ Avvento bisogna partire dall’Antico Testamento, in esso le donne hanno avuto un ruolo importante nel progresso della “storia della salvezza “. Anche se nella Bibbia è preponderante la narrazione delle azioni di uomini, scelti da Dio per realizzare il suo disegno d’amore, anche le donne hanno avuto un influsso decisivo, poiché la storia umana e anche divina è portata avanti da tutti coloro che si rendono disponibili a collaborare al progetto di Dio.
C’è una correlazione tra Eva e Maria nel progetto della storia della salvezza. Eva si trova all’inizio dell’A.T., Maria all’inizio del N.T. e non a caso. Eva ha avuto un influenza decisiva, in senso negativo,  fin dall’inizio della storia umana, poiché con la sua “disobbedienza” a Dio ha provocato la caduta dello “stato di grazia”, cioè dell’amicizia con Dio, facendo entrare il “male” nella creazione intera ( peccato originale );  Maria al contrario con la sua “ obbedienza” a Dio ha permesso la sconfitta del male mediante la nascita di Gesu’ Cristo, il Figlio di Dio è salvatore dell’umanità intera. ( Eva Gn 1, 26-27; 2, 21-23; 3, 20 ) ( Maria Lc 1, 26-28 ).
Da quel suo “ SI “ all’angelo (Lc 1,26-28) , emergono la fede, l’umiltà e la disponibilità di Maria nei confronti di Dio. Maria rinuncia a se stessa lasciando agire solo Dio. Maria dice il suo “SI” per tutta l’umanità. La frase in Lc 2,19; 50-51, “serbava tutte queste cose…”, sottolinea la pazienza che ha avuto prima di poter comprendere quanto stava accadendo.
L’uomo la cui vita è fatta di “ no “ e di “ si “ , come già Adamo, il primo essere umano, ci insegna, davanti a Dio è un fuggiasco. Dice “ no “ a Dio e noi come lui “ troppe volte abbiamo pensato che del suo amore non sappiamo che farcene “ e ci siamo allontanati da Lui. MA Dio non si rassegna e cerca l’uomo. Ci cerca personalmente per farci sperimentare la sua grazia e il suo perdono. Dio viene in ognuno di noi, ma non si impone va cercato. Ognuno lo può, come Maria, generare e accogliere, ma solo da chi sa vivere in se stesso l’impegno di essere servo. Il servizio è ciò che ha caratterizzato sempre la vita di Maria dal momento in cui l’Altissimo ha incarnato suo Figlio nel grembo di Maria ( Lei che non pensa a se stessa ma si incammina verso Elisabetta ) fin sotto la croce dove si mette al servizio dell’umanità il servizio poi è una delle caratteristiche del nostro essere carmelitani.
Maria ed Eva due donne molto lontane nel tempo, quindi molto diverse sotto tanti aspetti, ma con elementi in comune: entrambe scelte da Dio per dare un “ inizio “, Eva alla storia dell’umanità, Maria alla storia della redenzione dell’umanità segnata dal peccato. Tutte è due sono nate “ senza il peccato originale “ ma Eva a causa della sua disobbedienza ha perso questo privilegio per se stessa e per tutta l’umanità, dopo di lei Maria, invece, per volontà di Dio, ha recuperato  questa condizione per se stessa e, con la nascita del Salvatore a permesso anche a tutto il genere umano di poterla recuperare, mediante il Sacramento del battesimo.
Nel Vangelo la figura di Maria è nominata raramente, ma comunque compare nei momenti cruciali della vita di Gesù es: Nozze di Cana, nel quale episodio si comprende il profondo legame tra il figlio e la madre e l’influenza che questo può avere nelle sue decisioni.
Come tutte le mamme, Maria, è stata presenza fondamentale nella vita di Gesù, lo ha cresciuto con pazienza e con amore e poi lo ha lasciato libero di seguire la propria strada  e di compiere la sua missione, accettando di separarsi da Lui e di vederlo morire in croce. Proprio per questo suo coraggio, e per questa sua fede e umiltà e per la sua capacità di influire sulle decisioni di Gesù, i cristiani e la Chiesa attraverso il  Concilio di Efeso ( nel 431 ) la proclamano  MADRE DI DIO .E’ la madre “ di tutti gli uomini “ che ricorrono  a Lei con preghiere per invocarne l’aiuto nei momenti di difficoltà, o ringraziarla, nei momenti di gioia e serenità.
A partire da questa proclamazione si assiste ad una vera e propria esplosione del culto mariano che influisce sulla liturgia a tutti i livelli,specialmente facendo sorgere molte feste mariane stimolando la creazione di inni, canti e preghiere in onore della Vergine. In tutte le liturgie orientali e occidentali la memoria della Vergine occupa un posto importante, legata al memoriale di Cristo, in prevalenza alla celebrazione del mistero dell’Incarnazione ed ha luogo nei momenti centrali della liturgia: la preghiera eucaristica e la professione di fede battesimale.
I documenti ed il magistero della chiesa definiscono Maria vera madre di Dio, Vergine perpetua, madre della Chiesa, cooperatrice di Cristo  nella salvezza dell’uomo.
Mara dopo l’annunci dell’Angelo è ritornata alla sua quotidianità però nella consapevolezza che è una quotidianità diversa dopo aver incontrato Gesù.

Mettiamoci idealmente in cammino verso la città di Nazareth alla ricerca delle tracce di Maria e di quel grande giorno in cui come ha scritto il Pascoli nella lirica l’Angelus, “tu nascesti Dio da un piccolo Ave”.

 

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