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Maria donna e madre.

Esempio luminoso nella realtà attuale

 

In occasione della festa della donna, il nostro pensiero non può non andare alla donna per eccellenza, cioè a Maria S.S., che in ogni sua parola, gesto, progetto è veramente uno stupendo modello, uno stupendo esempio di donna e madre, a cui tutte le donne dovrebbero guardare, dovrebbero uniformarsi per essere veramente donne e madri nel senso più completo della parola.

Maria, donna... e Madre
Spesso leggiamo che Maria è chiamata donna: donna del sì, donna dell'avvento, donna del silenzio, donna dell'Alleanza, donna dei dolori. «Donna» è stata chiamata dal Figlio sia ai piedi della croce (Cfr. Gv 19,26) che in altre occasioni (Cfr. Gv 2,4). Si potrebbe continuare all'infinito, perché Maria è donna in senso lato. Donna dalle mille sfaccettature, non solo per definizione, ma di fatto.
Le precedenti definizioni si completano quando la parola"donna" viene associata alla parola "Madre", quindi anche: Madre dell'avvento, Madre dei dolori, Madre ai piedi della croce. Madre degli apostoli quando, dopo la risurrezione del Figlio, diventa loro Madre e punto di riferimento, quindi non è solo la Madre del discepolo prediletto (Cfr. Gv 19,26), ma di tutti gli apostoli.
Madre, quindi, come ho già detto, nel senso più completo della parola.
In un'apparizione, quando le fu chiesto chi fosse, ella rispose: «Sono la mamma di tutte le mamme».
Nel corso della storia moltissime donne si sono distinte per il loro coraggio, la loro intelligenza, le loro opere, i loro comportamenti, i loro martiri ecc., e i loro nomi non sono scritti a caratteri indelebili e cubitali in molti testi; sono sante, beate scienziate, mamme, casalinghe ecc.. La lista sarebbe interminabile, ma Maria è la donna intelligente e forte per eccellenza, perché si comporta da vera donna nel momento in cui accetta incondizionatamente il dono della maternità, poco più che bambina, appena adolescente, ben conoscendo quanto tremendamente potessero essere le conseguenze del suo tempo (la lapidazione, il ripudio, l'allontanamento per coloro che erano considerate adultere), ma nel contempo è conscia di essere chiamata ad una missione grande ed importante, una missione eterna, quella di divenire non solo la madre del Salvatore, ma bensì dell'intera umanità. Quindi donna intelligentissima, la benedetta fra le donne.

Maria donna dell'Alleanza
Maria fin dalla notte dei tempi è l'eterna ed invincibile. Da quando, dopo il peccato di Adamo ed Eva, Dio dice al serpente: «ti schiaccerà la testa» (Gen 3,15). Donna veramente invincibile! Pensate che un famoso esorcista, che non riusciva in alcun modo a liberare un indemoniato, rivelò che il demonio scappò quando egli invocò il nome dell'Immacolata Concezione.
Maria è la donna con la quale Dio ha stretto l'alleanza, perché così come una donna aveva contribuito a dare la morte, una donna contribuisse a dare la vita, pertanto l'Annunciazione appare come un momento della storia mondiale della donna: è il momento in cui Dio, assumendo la donna come socia delle sue alleanze, le procura l'autentica emancipazione. Questa emancipazione eleva la personalità femminile alla cooperazione con Dio.
Al momento dell'Annunciazione esplode la grande novità, la novità che Dio instaura l'alleanza con una donna che, la mentalità giudaica del tempo teneva in una posizione di inferiorità. La tradizionale religione giudaica mai avrebbe potuto prevedere che Dio potesse chiedere a una semplice donna il consenso della venuta del Messia e non al sommo sacerdote che era il rappresentante del popolo giudaico davanti a Dio. E per giunta, poi, a una donna di Nazaret, villaggio che non godeva di buona reputazione (Cfr. Gv 1,46), e non di Gerusalemme, centro del culto israelitico.
Nella scelta di questa donna Dio vuole valorizzare la personalità femminile (quindi l'emancipazione). Maria è scelta come donna, una donna che non ha bisogno di raccomandazioni speciali e che possiede, nella sua persona e nelle sue qualità femminili, tutto ciò che serve per vivere la sua alleanza con Dio e vivere la sua missione.
Nella lettera ai Galati, Paolo annuncia, presenta e comunica il mistero di Cristo «nato da donna» (Gal 4,4). Gli evangelisti quando presentano Gesù come colui che porta a compimento le profezie (Cfr. Mt 5,17; Lc 4,21; 9,31), presentano anche Maria come la donna a lui associata nell'opera di salvezza (Cfr. Gv 2,1-12).
Si evince, pertanto, che la figura di Maria di Nazaret proietta luce sulla donna, per il fatto stesso che Dio, nel sublime evento dell'incarnazione del Figlio, si è affidato ad ella. Si può perciò affermare che ogni donna, guardando a Maria, trova in lei il segreto per vivere degnamente la sua femminilità. Dal momento dell'annunciazione il comportamento di Maria sarà quello di una vera donna: la giovane fanciulla di Nazaret accetta tutte le responsabilità di una persona matura, iniziando dalla libertà di accettare o meno l'invito dell'arcangelo Gabriele. Per Maria quel "sì" vuol dire assumersi tutte le responsabilità che ne conseguiranno, non con l'incoscienza di una tredicenne, bensì con la maturità di una donna, giovanissima sì, ma donna e futura madre nel senso più completo del termine; non in modo eclatante, ma bensì nella riservatezza e nel silenzio. Non con superbia e orgoglio, ma con umiltà, non a caso è stata definita anche la donna del silenzio.

Donna del silenzio
Questo silenzio è un grido forte, il grido di una fanciulla che accetta di divenire donna e madre.
Il titolo mariano di "donna", è la quintessenza dei testi mariani, di tutta la Scrittura. Quando Gesù la chiama così, alle nozze di Cana (Cfr. Gv 2,1-12), durante l'agonia sulla croce «Donna, ecco il tuo figlio!» (Gv 19,26) esprime i sentimenti più profondi del Signore: la manifestazione del Dio-Amore (Cfr. 1Gv 4,8). La chiama donna e non madre, perché la vuole presentare come la donna chiamata a collaborare con il Figlio dell'uomo all'opera messianica, all'opera di salvezza dell'intera umanità. L'atteggiamento di Gesù non vuole essere quello di un figlio nei confronti di sua madre, bensì quello del Figlio dell'uomo di fronte alla donna della salvezza.

Maria Madre della Chiesa.
Il Concilio Vaticato II dice che questi primi documenti (cioè i testi mariani della Scrittura) mettono sempre più chiaramente in luce la figura di una donna: la madre del Redentore. Dal libro della Genesi all'Apocalisse, Maria è il «segno grandioso» (Ap 12,1) per la Chiesa, come la donna che deve vestirsi con l'abito di nozze. Maria, quindi, è anche Madre della Chiesa.
Lo Spirito Santo si serve del ministero, o servizio, della donna che è Maria e la Chiesa allo stesso tempo. Non si può pensare Maria disgiunta dalla Chiesa o viceversa. I testi mariani ci dicono che Dio «ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito» (Gv 3,16) «nato da donna» (Gal 4,4). Il termine mariano «nato da donna», è sempre presente, già dalla creazione, nella storia della salvezza tramite il mistero di Cristo. Maria è la donna dalla quale è nato Cristo e che da sempre esercita la sua missione di Madre dell'umanità.
Maria è la donna associata al Redentore nell'opera di salvezza, di continuo, tacitamente, ma mai disgiuntamente dal Figlio nell'idea di salvezza. Nel vangelo di Giovanni, Maria è sempre presentata come la donna della vittoria della luce sulle tenebre.
Presso la croce, nel momento dell'«ora» di Gesù, Maria è la donna associata come Madre a Cristo redentore che così la indica alla Chiesa: «Ecco la tua madre» (Gv 19,36). Nella Chiesa Maria continuerà la sua funzione materna: «Donna, ecco il tuo figlio» (Gv 19,26).
Maria ha riassunto la sua vita in un "sì" alla parola di Dio annunciata dall'arcangelo Gabriele a Nazaret, divenendo in questo modo la madre più eccelsa. Ella, quindi, non solo è divenuta madre di Gesù, ma anche di tutta la Chiesa che è essa stessa Madre. Maria e la Chiesa grazie alla loro maternità diventano missionarie perché ambedue portano Cristo a tutte le genti. Maria col suo "sì", diventa per noi la Madre del nostro "sì" alla parola di Dio, al Redentore. La maternità di Maria perdura senza sosta fin dal momento del suo consenso espresso nell'Annunciazione. Maria è veramente Madre della Chiesa. È una presenza femminile che crea un clima di famiglia, la volontà di accoglienza, l'amore ed il rispetto per la vita.
Santa Teresa di Lisieux diceva che un apostolo che assimili i sentimenti materni di Maria sarà la persona più capace di «essere l'amore nel cuore della Chiesa». Quando menzionava l'amore intendeva Gesù.
Luca dice che l'arcangelo Gabriele saluta Maria con un titolo unico: «piena di grazia» (Lc 1,28). Questo indica la predilezione di Dio per Maria ed eletta da lui, fin dall'eternità, per la missione della maternità divina che è irripetibile. Maria, secondo il testo di Luca, è cosciente della sua missione ad una maternità senza limiti.
Giovanni Paolo II nella lettera apostolica "Mulieris dignitatem", sulla dignità e vocazione della donna, ringrazia la S.S. Trinità per il mistero della donna e per ogni donna, per ciò che costituisce la sua dignità femminile e per le gtrandi opere d9 Dio che nella storia delle generazioni umani si sono compiute in lei e per mezzo di lei. Il Papa continua così: « La Chiesa ringrazia per tutte le manifestazioni del «genio» femminile apparse nel corso della storia, in mezzo a tutti i popoli e Nazioni; ringrazia per tutti i carismi che lo Spirito Santo elargisce alle donne nella storia del Popolo di Dio, per tutte le vittorie che essa deve alla loro fede, speranza e carità: ringrazia per tutti i frutti di santità femminile».
La maternità di Maria, che si è manifestata e realizzata nel concepire il Cristo, nel generarlo, nutrirlo, presentarlo al Padre nel tempio, nel soffrire col Figlio suo morente in croce, continua incessantemente, viene esercitata nella sua molteplice intercessione e mediazione e termina in Cristo, ovvero nella Chiesa. Il beato Isaac della Stella scriveva: «Maria e la Chiesa sono una sola e molte madri [...].Tutt'e due sono madri di Cristo».

Maria Madre dei giovani
Dalla giovane donna di Nazaret, umile e semplice, i giovani possono apprendere che Dio concede largo spazio e fiducia ai giovani, anche quando si sentono emarginati e rifiutati. Ma sulla scia di Maria, loro coetanea, essi possono rispondere con fede fiduciosa al Dio della salvezza. Abbiamo già detto che Maria, come donna e giovane, nonostante i pregiudizi dei suoi tempi (rischiava la lapidazione, il rifiuto, l'allontanamento) non ha dubbi sui progetti di Dio, si vede al centro dei suoi progetti per l'inizio di una nuova era.
Maria e i giovani d'oggi sono un incontro tra due mondi diversi. La prima, giovane donna, col suo "sì" opta per la vita. I giovani di oggi, con le loro numerose crisi, possono trovare in Maria l'impulso a scrollarsi di dosso la passività, possono diventare figli attivi e scorgere la volontà di Dio che intende affidare loro la salvezza futura del mondo.

Maria Madre e modello dei catechisti
Papa Giovanni Paolo II nella catechesi "Tradendae" definisce Maria «Madre e modello dei catechisti». Ella è Madre dei catechist perché ogni persona è affidata a Maria secondo il proprio carisma e la propria vocazione.
Ogni persona è catechista quando con il proprio operato diviene esempio e porta Gesù agli altri. Sarebbe un grosso errore pensare che la catechesi sia solo un insieme di idee, una cultura, un'ideologia, perché così intesa non è il messaggio di Gesù. La catechesi chiama ad un incontro con Gesù, sempre presente tra noi. Essa, insegna a dialogare con dio. Il catechista deve fare seguaci di Gesù e del suo insegnamento ed in questa formazione Maria aiuta in modo insostituibile, infatti Ella stessa è la catechista per eccellenza quando alle nozze di Cana  indica Cristo come meta quando dice: «Fate quello che vi dirà» (Gv 2,5). Il suo cuore materno diventa attenzione (si accorge dello smarrimento dei servi perché il vino è finito); diventa intercessione («Non hanno più vino» (Gv 2,3)); diventa incoraggiamento («fate quello che vi dirà»). La fede semplice, umile e incrollabile di Maria deve palpitare anche nel cuore del catechista.

Conclusione
Tutte le tappe della vita di Maria, che noi conosciamo, sono le tappe di una donna eccezionale, la donna per eccellenza che è la via sicura che conduce a Dio. Tutte le donne che hanno avuto come modello Maria si sono rivelate donne grandiose.
Si può concludere col dire che Dio ha voluto una donna come perfetta alleata per la salvezza dell'umanità. Maria eterna madre di tutti gli uomini fino alla fine dei tempi e oltre.
Noi che abbiamo scelto di indossare lo scapolare, non dobbiamo dimenticare che abbiamo l'obbligo di vedere Maria come Madre, ma anche come maestra di vita spirituale a cui conformarci.
Infine, tra coloro che hanno esaltato e lodato Maria mettendo in evidenza il suo ruolo di donna e madre sempre attuale, c'è stato don Tonino Bello con le sue meravigliose poesie e dediche; con voi voglio condividerne una.
Santa Maria, donna dei nostri giorni, vieni ad abitare in mezzo a noi. Tu hai predetto che tutte le generazioni ti avrebbero chiamata beata. Ebbene, tra queste generazioni c'è anche la nostra, che vuole cantarti la sua lode non solo per le cose grandi che il Signore ha fatto in te nel passato, ma anche per le meraviglie che egli continua a operare in te nel presente.
Fa' che possiamo sentirti vicina ai nostri problemi. Non come Signora che viene da lontano a sbrogliarceli con la potenza della sua grazia o con i soliti moduli stampati una volta per sempre. Ma come una che, gli stessi problemi, li vive anche lei sulla sua pelle, e ne conosce l'inedita drammaticità, e ne percepisce le sfumature del mutamento, e ne coglie l'alta quota di tribolazione.

Santa Maria, donna dei nostri giorni, liberaci dal pericolo di pensare che le esperienze spirituali vissute da te duemila anni fa siano improponibili oggi per noi, figli di una civiltà che, dopo essersi proclamata postmoderna, postindustriale e postnonsoché, si qualifica anche come postcristiana.
Facci comprendere che la modestia, l'umiltà, la purezza sono frutti di tutte le stagioni della storia, e che il volgere dei tempi non ha alterato la composizione chimica di certi valori quali la gratuità, l'obbedienza, la fiducia, la tenerezza, il perdono. Sono valori che tengono ancora e che non andranno mai in disuso. Ritorna, perciò, in mezzo a noi, e offri a tutti l'edizione aggiornata di quelle grandi virtù umane che ti hanno resa grande agli occhi di Dio.
Santa Maria, donna dei nostri giorni, dandoti per nostra madre, Gesù ti ha costituita non solo conterranea, ma anche contemporanea di tutti. Prigioniera nello stesso frammento di spazio e di tempo. Nessuno, perciò, può addebitarti distanze generazionali, né gli è lecito sospettare che tu non sia in grado di capire i drammi della nostra epoca.
Mettiti, allora, accanto a noi, e ascoltaci mentre ti confidiamo le ansie quotidiane che assillano la nostra vita moderna: lo stipendio che non basta, la stanchezza da stress, l'incertezza del futuro, la paura di non farcela, la solitudine interiore, l'usura dei rapporti, l'instabilità degli affetti, l'educazione difficile dei figli, l'incomunicabilità perfino con le persone più care, la frammentazione assurda del tempo, il capogiro delle tentazioni, la tristezza delle cadute, la noia del peccato. ..
Facci sentire la tua rassicurante presenza, o coetanea dolcissima di tutti. E non ci sia mai un appello in cui risuoni il nostro nome, nel quale, sotto la stessa lettera alfabetica, non risuoni anche il tuo, e non ti si oda rispondere: «Presente!».

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