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Carmine Gelonese

Forse non è un'utopia!

22 aprile 2013

 

poliSiamo tutti ben coscienti della situazione socio-economica nella quale il nostro paese si trova, come ben sappiamo è un qualcosa di più complesso ed esteso a livello internazionale. In questo particolare scenario, ognuno di noi si trova a confrontarsi con necessità, aspettative e progetti che certamente mutano in ogni individuo in base all’età, alla famiglia di provenienza e ad altri fattori. Soffermandoci in particolar modo su noi giovani, è la disoccupazione sempre più crescente che crea non poche preoccupazioni, le occasioni di lavoro sono sempre più una chimera e le uniche possibili si rivelano in una condizione di sfruttamento.
Lunedì sera come abitualmente avviene, riunendoci al santuario del Carmine di Palmi, il nostro “gruppo giovani carmelitani” ha ospitato Sergio Casadonte, per la seconda volta, in compagnia di Roberto Varamo, responsabile del “progetto Policoro” per la diocesi di Oppido-Palmi. Tale progetto, nato nella città Lucana dalla quale prende il nome, ha come obbiettivo il cercar di fronteggiare l’emergenza occupazionale, attraverso una rete di volontari e di finanziamenti che possano sostenere l’avvio di un’attività ben pianificata. Ciò avviene attraverso tre punti fondamentali: innanzitutto i volontari cercano di trasmettere ai giovani i valori evangelici per costruire, oltre che una buona attività, un solido percorso dove la fede e il coraggio, l’onestà, la solidarietà e il rispetto del prossimo, sono solo alcuni fra i pilastri che devono sostenere un percorso di vita. In secondo luogo i giovani sono guidati ad un discernimento, attraverso il quale possano comprendere le reali potenzialità individuali, collettive e del territorio. Segue un attento e approfondito iter formativo, per poter acquisire le basi di cui si ha bisogno nel complesso scenario dell’odierno mondo del lavoro. Infine l’associazione si occupa di tutto l’intricato ambito burocratico, accompagnando i neo imprenditori fin al concreto avvio dell’attività e nel proseguo.
Non si può non constatare l’assenza dello stato dinnanzi a problematiche come quelle sin qui trattate, è come se andassero a scontrarsi contro un muro senza trovare soluzioni. Fortunatamente esistono associazioni e volontari come Sergio e Roberto, che non considerano la percentuale della disoccupazione giovanile un semplice numero, ma una realtà dietro la quale vi sono persone con esigenze, progetti, speranze e sogni. Essi sono molto presenti sul territorio e riescono ad instaurare un rapporto fraterno e personale con ognuno, impegnando con dedizione il proprio tempo e le proprie capacità. Siamo sicuri che la divina Provvidenza che anima associazioni e volontari come loro continuerà sempre ad abbondare.

Di questi tempi è frequente sentir dire che un lavoro bisognerebbe proprio inventarselo per averlo, ma mi sto convincendo che tutto questo forse non è un’utopia.