foto assenteCarmine Gelonese

Serata di legalità per i giovani carmelitani di Palmi

14 gennaio 2013

 

È ormai un incontro consueto e proficuo quello di noi giovani del santuario del Carmine il lunedì sera nella sala dedicata a p. Beniamino.
L'appuntamento formativo è piuttosto dinamico: si va dal momento di preghiera alla tematica del giorno sviluppata da uno di noi, dalla condivisione di ciò che essa ci suscita sino ad arrivare a progettare il nostro cammino nei mesi a seguire e organizzare le diverse attività.
In questo primo anno stiamo sviluppando la tematica della giustizia sociale, ambito alquanto impegnativo, ricco di sfaccettature se lo si analizza nei vari punti di cui è composto: diritto al lavoro e alla salute, politica, crisi economica ed etica cristiana.

La cooperativa "Valle del Marro"
In questo scenario si è ben collocata la testimonianza di Sergio Casadonte, referente dell’associazione “Libera contro le mafie”, impegnato nel difficile territorio della “piana di Gioia Tauro”. Da anni egli opera attraverso la cooperativa “valle del Marro”, che si occupa di amministrare i terreni confiscati alla mafia, per anni lasciati in stato di abbandono, e ora fonte di lavoro e di riscatto per tanti giovani. La cooperativa si occupa nello specifico della coltura di quelle produzioni agricole tipiche del territorio: agrumeti, oliveti ed ortaggi. Essa si occupa anche di trasformare questi prodotti, attraverso una rete solidale di aziende territoriali, in olio extra vergine di oliva, conserve sott’olio, e tanti altri prodotti tipici autoctoni. La peculiarità di queste produzioni è l’agricoltura  biologica, che viene rispettata in tutto il suo ciclo seguendo severe normative.
Uno dei pregi di Sergio, che certo non passa inosservato sin dai primi istanti, è il suo buonumore e la semplicità con cui riesce a trattare degli argomenti più complessi, sapendo mettere i presenti a proprio agio.
Dopo essersi presentato, ha chiesto ad ognuno di noi, di fare una presentazione: nome e sogno. Quello che è emerso, in sintesi, è il desiderio di un’occupazione sicura e stabile, che ci permetta di realizzarci sia come onesti cittadini che come maturi cristiani.
Il nostro ospite oltre ad esortarci a vincere il pessimismo di questo particolare periodo storico e sociale, ci sprona a credere in noi stessi e nei nostri sogni, e far sì che essi abbiano la meglio sulla sfiducia e la disillusione. Il punto di riferimento per concretizzare tutto ciò, «la bussola» seguendo le parole dello stesso Sergio, è Gesù con la sua parola e i suoi insegnamenti sempre vivi e attuali.

Una sfida che è anche profezia
Guardavo negli occhi il nostro ospite e vedevo in essi trasparire, durante la sua testimonianza, tutta la passione e la dedizione, nonché l’impegno profuso in questi anni e i numerosi sacrifici.
Ci racconta come non sia stato semplice iniziare questo ambizioso progetto dal nulla: su terreni confiscati a famiglie mafiose che imponevano la loro egemonia da anni sul territorio. Ne emerge una sfida oltre che con il difficile contesto, anche con se stessi, con le proprie paure e i rischi ai quali si poteva andare incontro. Durante gli anni non si sono fatti attendere infatti atti di intimidazione e di vandalismo: incendi, minacce, furti e quant’altro possa scoraggiare anche i più temerari; o come se non bastasse le crescenti difficoltà economiche, che ogni azienda incontra nel difficile mercato odierno. Eppure Sergio e gli altri coraggiosi collaboratori, erano sempre li, tenaci e perseveranti, pronti a rimboccarsi le maniche per ricominciare.
Quel che occorre nello specifico del nostro territorio è una rivoluzione socioculturale, attraverso la quale si possa combattere la mafia e il mafioso, che tende a soggiogare intere comunità, come se tutto gli fosse dovuto per chissà quale sacra investitura che da anni viene tramandata sul territorio: guai a chi si oppone a questo sacro principio di omertà. Per fortuna c’è chi lo ha fatto e continua a farlo e dice di no ogni giorno nonostante tutto, al perpetrarsi di questo antico cancro che crea come una cappa  che racchiude al di sotto tanti mali socioeconomici di questa bella ma sfortunata terra che è la Calabria. E noi, siamo chiamati a spezzare il circolo vizioso di una mentalità mafiosa, a partire dai piccoli gesti di legalità quotidiana.
Il nostro ospite infine ci ricorda che a differenza della mentalità mafiosa, noi dobbiamo prenderci cura con amore e devozione della nostra terra e delle sue ricchezze: essa è qualcosa da custodire e da rispettare, che dovremo poi lasciare in eredità a chi verrà dopo di noi.

Il coraggio delle ideegruppo giovani carmelitani palmi
L’incontro non poteva terminare senza l’immancabile foto di gruppo ai piedi dell’altare dove la presenza di Maria e di Gesù ci ricordano la loro protezione, la forza e il coraggio che certo non ci faranno mancare in quella che sarà la missione di ognuno di noi nella vita.
Personalmente quel che mi ha suscitato la serata trascorsa, è il rammentare una frase del giudice Falcone che sosteneva: «gli uomini passano ma le loro idee restano e camminano sulle gambe di altri…». Credo che questi valori e queste idee stiano continuando a camminare anche sulle gambe di Sergio e degli altri ragazzi delle varie associazioni, e in tutti coloro che giorno dopo giorno sono disposti a far qualcosa per cambiare la realtà o almeno ci provano…