assCarmine Gelonese

Una tappa del grande pellegrinaggio

13 novembre 2012

 

Giorno 30 settembre 2012, la nostra comunità carmelitana di Palmi, ha partecipato ad una bella giornata in cui si è svolto un pellegrinaggio tra la provincia di Catanzaro e Vibo Valentia. La giornata ha inizio alle 7 del mattino, nel piazzale antistante la chiesa del Carmine, luogo scelto per la partenza dei due autobus, con padre Carmelo e fra’ Francesco alla guida spirituale rispettivamente dei due gruppi di pellegrini dislocati nei due mezzi. Il viaggio inizia con le preghiere e le lodi mattutine, non mancano i momenti di fraternità e di divertimento che coinvolgono proprio tutti. Arrivati nei pressi di Gimigliano (CZ), si è venuti a conoscenza del fatto che la strada principale era bloccata e che ci sarebbe stato un piccolo cambio di programma, che prevedeva il percorrere una strada secondaria più lunga e più periferica, attraverso i boschi della presila catanzarese. Personalmente la cosa non mi dispiacque affatto, anzi, il viaggio se pur un po’ più lungo del previsto, ci dava la possibilità di poter ammirare degli scenari suggestivi e che ben si adattavano alla spiritualità della giornata, stupende vedute di boschi che in una bella giornata di sole, esprimevano la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, nella perfetta armonia del creato e del susseguirsi delle stagioni. Arrivati al santuario di Porto, si poteva ripercorrere la storia di Pietro Gatto, ex brigante che nel XVIII secolo si convertì grazie ad un’apparizione mariana. Da lì divenne fra' Costantino, in onore di Maria SS. di Costantinopoli che lo esortò a costruire li una piccola cappella, nei pressi di dove poi è sorto l'attuale imponente santuario. Dopo la celebrazione eucaristica, le confessioni di alcuni, e il fraterno pasto, visitammo la cattedrale di Mileto e l’adiacente museo diocesano, nel quale si potevano ammirare in particolar modo preziosissime reliquie d’arte sacra, ma soprattutto la passione che il signor Currà, guida del museo e giornalista di “Calabria ora”, mostrava nell’esporci il tutto. Dopo aver ammirato il patrimonio storico e artistico che quel luogo ci offriva, alcuni di noi si soffermarono ancora a far due chiacchiere con il Currà, che in particolar modo, a noi giovani, voleva trasmettere il concetto che questa nostra bella e sfortunata terra che è la Calabria, non è solo 'ndrangheta e povertà come tante volte si lascia credere, ma è ricca di storia, arte e cultura, attraverso la quale tanta brava gente di buona volontà cerca riscatto. Il viaggio, mentre si fa sera, prosegue verso l’ultima tappa, Paravati dove avremmo potuto far visita alla tomba di Natuzza Evolo. Tra i giardinetti ben curati che fanno da cornice alla vasta area di sosta, non poteva passare inosservata la grande statua di Gesù che apre le braccia verso l’orizzonte, e della grande scritta al suo di sopra “venite ad me omnes”, ed in più piccolo ai suoi piedi “vi aspettavo nel mio cuore c’è posto per tutti”. Immagine che racchiude in se, il messaggio che la mistica si è impegnata a diffondere con grande umiltà e semplicità durante tutto il suo terreno pellegrinaggio. Emozionante il momento in cui tutto il nostro gruppo, ed altri pellegrini lì presenti, hanno potuto sostare alcuni istanti in silenzioso raccoglimento dinanzi la sua tomba. Giunta ormai la sera, si riparte verso casa, vedendo nei volti di tutti noi, un sorriso e un’aria felice, specchio di una giornata di condivisa e fraterna gioia, di chi sa che la giornata appena trascorsa e ormai finita, è un piccolo tassello e dono da aggiungere al più ampio pellegrinaggio della vita.

 

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