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La fraternità oggi

Sebbene al 2012 la fraternità sia composta solo da due professi solenni (p. Carmelo Silvaggio, priore, sacrista e rettore del santuario, e fr. Francesco M. Ciaccia, economo), i frati s'impegnano a vivere una vita profondamente evangelica e carmelitana, radicati nella preghiera personale e comunitaria, imepgnati nella dffusione del culto mariano e della spiritualità carmelitana a partire dall'approfondimento delle Sacre Scritture, condividendo con tutti i fedeli la bellezza del carisma carmelitano che ne contraddistingue l'identità religiosa.

 

Dalla cronologia conventuale

Il ritorno dei carmelitani a Palmi

Luglio 1927

palmi antica da sant eliaIl 16 luglio i Padri Carmelitani della Provincia di Napoli, per viva sollecitudine di Mons. Paolo Albera, Vescovo di Mileto, sono ritornati alla custodia e alla officiatura del Tempio della B. Vergine del Carmelo di Palmi, nella Provincia di Reggio Calabria. È stato coronato così il desiderio dei fedeli per assicurare a quel Tempio un'assistenza necessaria all'incremento della pietà cittadina verso la miracolosa immagine di Maria S.S. del Carmine, ivi venerata. Ecco come esprime il suo plauso il "Monte Carmelo" nel fascicolo Agosto Settembre 1927. «Intanto salutiamo con compiacenza questo avvenimento come una grazia del cielo  concessa ai nostri Confratelli che a Palmi vanno a prestare la loro servitù filiale alla Celeste Madre e Regina. Essi, dopo circa tre secoli di assenza, riprendono un ufficio che l'Ordine ebbe già fin dalla prima origine del Tempio: ed ora che ritornano nella generosa terra di Calabria non solo eserciteranno il loro ministero con tutto quell'amore pio e diligente che è nello Spirito e nelle Tradizioni del Carmelo, ma con la speciale protezione di Maria, faranno sì che l'Ordine possa diffondersi nuovamente in quella regione»

Festa del 16 luglio 1927
Notizie della città di Palmi .

madonna carmine palmi 1894Dopo circa tre secoli da che si allontanarono da Palmi, i Carmelitani tornano ad ufficiare la bella Chiesa che è lustro della graziosa cittadina.
Palmi, in Provincia di Reggio Calabria, sorge a 240 metri sul livello del mare. Circondata a nord dalle colline di Monteleone, a sud da Reggio e Messina, ad est dall'altipiano d'Aspromonte e dagli Appennini, ad ovest dal [...] Tirreno con le isole Eolie, è situata a ridosso del maestoso Monte S. Elia dal quale si può godere un'incantevole panorama che si estende fino all'Etna.
È una delle più importanti Città del Reggiano sia per la fertilità delle campagne che per la dolcezza del clima. Palmi cominciò a sorgere nel secolo X°, dopo la distruzione dell'antica Taureana e, con l'andar del tempo, progredì talmente da divenire una delle più fiorenti e ricche città della Calabria.
Il popolo (palmese) ospitale e gentile, si distingue per la sua grande religiosità.
Con altri Ordini Religiosi, anche i Carmelitani ebbero in palmi un Convento fondato nel 1540 dal P. Angelo Emiliano, e che fu soppresso, come molti altri conventi, dal papa Innocenzo X con la bolla " Instaurandae Regularis disciplinae" del 15 ottobre 1652 per mancanze di vie che avessero comunicazioni con gli altri conventi della Provincia di Calabria. Ma il culto della Regina del Carmelo non venne mai meno, anzi con l'andare del tempo crebbe maggiormente. Contemporaneamente, o quasi, alla venuta dei Carmelitani, sorse la Congrega del Carmine che in mancanza della comunità regolare ha sempre tenuto viva la devozione all'Augusta Regina del cielo.
Il Tempio, varie volte distrutto dai terremoti, è stato sempre il primo ad essere riedificato: così, nonostante molte calamità, l'antica e venerata immagine della Madonna del Carmine, scolpita in legno, è pervenuta a noi e riscuote anche oggi la maggiore devozione.
L'antica chiesa, più piccola dell'attuale, costruita con elegante architettura, era ricca di altorilievi e quadri di un certo valore. Sull'altare maggiore, di marmo [...], si ammirava fino a qualche anno addietro, verso il 1890, un quadro della Vergine nell'atto di dare lo Scapolare a San Simone, mentre l'antica statua giaceva quasi dimenticata in un'urna della sagrestia, e solo nel 1892 fu nuovamente posta sull'altare.
L'Immagine della Madonna è alta quasi un metro e mezzo compresa la base. Circondata da cinque angeli, poggia su un globo, mentre nel braccio destro tiene il Bambino e nella mano sinistra prende lo scapolare. Quello che più innamora è il suo volto celestiale che sembra sorridere a chi la guarda.
Uno strepitoso prodigio rese celebre questa immagine. Era l'anno 1894, anno di nefasta memoria all'Italia meridionale, scossa dal terremoto, e la città di Palmi poteva dirsi interamente distrutta. Se gli abitanti non furono vittime del terribile flagello si deve al meraviglioso avvenimento che stiamo per narrare, riportandolo dalla "Civiltà Cattolica" con parte di una lettera che il Prelato di Nicotera e Tropea, Mons. Taccone Gallucci, spediva il 28 Novembre 1894.
Spuntava l'alba mattutina del 31 ottobre, consacrato alla potentissima Regina delle Vittorie. Dopo la Messa la S.S. Vergine sotto il titolo del Monte Carmelo, che si venera in chiesa propria in quella Città, si fa scorgere dai fedeli presenti come con viso pallido e con gli occhi quasi di donna svenuta. In un istante si diffonde la notizia: tutto il popolo, gli ufficiali pubblici, il clero, vedono le colonne dell'altare, le mura della Chiesa, il volto della Madonna che grondavano acqua. Poscia la gran Vergine chiude gli occhi che riapre spesso, mutando la tinta del volto, ora come di pallore, ora come di gioia. Che pianti, che preghiere in quella moltitudine stupefatta e commossa! Ecco come da Palmi scriveva il Barone Taccone-Gallucci: «La Madonna del Carmine chiude ed apre gli occhi mirabilmente! La prodigiosa scena incominciò a vedersi mercoledì mattina, 31 Ottobre, e molte persone l'assicuravano; ma dalla maggioranza e specie dai sacerdoti si cercava di smentire. Però il fatto era vero, verissimo. Ieri al giorno, 2 novembre, volli entrare anch'io in Chiesa, ed osservai che le palpebre parevano socchiuse e poi gradatamente si aprivano. Ieri sera il fatto si è ripetuto molte e molte volte più spiccato; e si vide per un momento la Madonna cogli occhi chiusi, che poscia riaprì lanciando un fulgore e colorandosi di parvenza. Questa mane, 3 Novembre, il muovere degli occhi è stato osservato da mia suocera ecc. ecc. e da altre persone, avvocati, professori, impiegati. Essterremoto pqlmi 1894i lo hanno visto e non si può mettere più in dubbio. Sarei incapace di scrivervi la serata di ieri, qualche cosa di tenero e di sublime! Si era scossi e si piangeva di tenerezza: non un capo rimase coperto, tutti col cappello in mano, agitando i fazzoletti ed acclamando. Ho voluto riferirvi tale avvenimento, affinché possiate anche voi ripetere il grido trionfante: Viva Maria! Il devoto pellegrinaggio proseguì per molti giorni, e l'egregio Mons. Arcivescovo di Reggio, Cardinale Portanova, ne prese parte. La stampa locale se ne occupò, e nessuno osa negare il meraviglioso avvenimento, in aspettativa ansiosa di flagelli o morali o fisici. Ma ecco che per tutto il fatale giorno de 16 Novembre, l'Augusto volto dell'Immagine di Maria S.S. del Carmelo in Palmi si scorge commosso, non posa un momento i suoi occhi, e quando sta per appressarsi l'ora fatale, quasi parla coll'accelerato movimento delle sue pupille. Il popolo [prende] la venerata statua e la gira per le vie della minacciata Città. Più di due terzi tra 15 mila anime, sono riversate nelle strade e seguono la Processione. E quando essa è all'estremità del paese, lontana dagli alti edifici, un terribile rombo sotterraneo, un moto cupo e vorticoso, con immane violenza, manifesta la giusta indignazione di Dio, che risparmia, sì, la vita degli uomini, ma li castiga nelle sostanze e nel corpo. In un minuto la florida e ricca Palmi è rovinata e resa inabitabile, ma ne rimangono salvi li abitanti per la professata devozione a N. S. del Carmelo».
Due anni dopo, nel 1896, la statua prodigiosa veniva solennemente incoronata dal capitolo Vaticano e da allora continui Pellegrinaggi affluirono a Palmi, mentre ogni anno nel giorno 16 Novembre si rinnova la Processione di ringraziamento alla Vergine.
Ma il tempio col crescere della devozione nel popolo richiedeva un servizio tale che, nelle presenti condizioni non si sarebbe potuto avere se non da una famiglia religiosa, perciò per le vive e cortesi premure di S. Ecc. Mons. Paolo Albera, Vescovo di Mileto e del Priore della Nobile Congrega, Sig. Salvatore De Rosa, fu offerto ai Carmelitani della Provincia Napoletana. Le trattative corse tra le autorità e il Provinciale P. Pier Tommaso Quagliarella, hanno avuto ottimo esito, sia per l'alto interessamento di Mons. Vescovo, sia per la ferma intenzione del Sig. De Rosa e la cooperazione di tutta la cittadinanza che nel ritorno dei Carmelitani vede appagato un voto tante volte fatto.
I nostri confratelli con a capo il Priore della Comunità P. Dionisio Sorino, presero possesso della nuova casa il primo giorno del Luglio 1927. Il 7 dello stesso mese cominciarono le feste del Carmine, che hanno assunto quest'anno una importanza speciale. Predicò quella prima novena il P. Provinciale, p. Quagliarella e il popolo accorse numeroso a tributare a Maria l'omaggio della sua filiale pietà. Il giorno 16 furono celebrate molte Messe fin dalle prime ore alla Comunione Generale Mons. Vescovo distribuì la comunione a una gran moltitudine di fedeli. Dopo cantò la Messa il Rev.mo Arcidiacono P. Vincenzo Pugliese. Nelle ore pomeridiane la venerata immagine veniva portata in processione per le vie di Palmi tra l'esultanza di tutto il popolo e al ritorno in Chiesa il Provinciale, dopo la Benedizione Papale, impartì la benedizione Eucaristica

 

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